2017 folkest prato

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Il tempo si annulla ed è qui e ora l’ultimo lavoro di Nicoletta Oscuro “Tina Modotti, gli occhi e le mani” di Alberto Prelli. Si tratta di un viaggio a due voci condiviso con Matteo Sgobino alla chitarra in una restituzione scenica che l’attrice udinese propone in appuntamenti di nicchia in cui viene prediletta una comunicazione diretta con la gente in una specie di “teatro da camera”.

Perché, come dice Nicoletta Oscuro, «ciò che mi interessa è togliere le barriere e abbandonarmi senza rete in una esperienza meno controllata e convenzionale».

Tina Modotti con il suo bel volto si traspone in quello della Oscuro che racconta hic et nunc la sua vita, dall’infanzia udinese nel quartiere di Pracchiuso allo sbarco in America fino alla sua morte in Messico nel 1942. Gli amori, i viaggi, le umiliazioni, la lotta per gli ideali di libertà. Cinquanta minuti che ridisegnano il ritratto di una donna in un narrativo musicale delicato e struggente.

Nicoletta alla fine ritorna Nicoletta, piedi nudi, capelli lunghi neri che si intrecciano a un volto pulito e agli occhi azzurri intensi e profondi. Una Magnani contemporanea. Brava. Ha iniziato a recitare al palio studentesco e non ha mai abbandonato la sua passione ottenendo riconoscimenti internazionali.

«L’arte, il teatro, la musica: una polifonia in cui si devono incontrare le diverse voci delle persone – dice – e io ho bisogno di rimbalzare e incontrare gli altri. Ho iniziato con il canto di tradizione orale italiana, ho lavorato tanto con Claudia Grimaz».

Da undici anni le ragioni del cuore la portano in Argentina dove ha formato un duo vocale, sempre di tradizione popolare.

«Provo tanto, tantissimo, sono piuttosto ossessiva e collaboro con gente che lo è altrettanto. Non ho ansia di riconoscimento – dice con voce solida e dolce Nicoletta Oscuro – , mi sono già riconosciuta».

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