AI SETTE NANI

Albergo Ristorante

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La secolare pratica dell'alpeggio indica l'attività agro-zootecnica che prevede lo stazionmento del bestiame in alta montagna. La sua origine deriva principalmente da motivazioni economiche e di praticità.

Da un lato infatti, il bestiame - soprattutto bovino - era in montagna fonte primaria di reddito. Dall'altro non bisogna dimenticare che al fine di assicurare il mantenimento di questi animali era necessaria una grande quantità di fienagione. Per questa ragione, anche tenuto conto che una stalla occupava per circa 4 ore alla giornata, ore tolte alla fienagione nei periodi estivi, l'alpeggio consentiva di dedicare maggior risorse e tempo alla produzione di fieno necessario per il mantenimento degli animali anche nel periodo invernale.

Le malghe della Val Pesarina

malghe
Le malghe della Val Pesarina e di Sauris sono tra loro collegate da una viabilità in quota che consente
di ammirare, percorrendola, sia le ripide pendici del monte Bivera a sud, che le vette frastagliate delle Dolomiti pesarine a nord. La ricchezza di zone aperte favorisce la presenza del cervo e di altri ungulati oltre la possibilità di viste ravvicinate con i rapaci che veleggiano a cavallo delle cime. Le malghe possono essere raggiunte anche a piedi attraverso suggestivi percorsi.

I prodotti di malga

Formaggio di malga | Formadi di mont o Çuç o Formai de malga
Il formaggio di malga ha la forma classica a struttura cilindrica a facce piane. Lo scalzo della forma ha una altezza di circa 10 cm e il diametro della stessa è di 25-30 cm, con un peso unitario compreso tra 5 e i 6 kg.
La crosta è liscia e abbastanza regolare e la pasta ha un colore che tende al giallo paglierino più o meno intenso, con occhi di dimensioni variabili ma uniformemente distribuiti. Al palato risulta di gusto pronunciato con un leggero retrogusto amarognolo, sempre piacevole comunque.
Ricotta affumicata | Scueta fumada
Di forma leggermente conica, ha un peso che può variare dai 0,5 a 1 kg, superficie irregolare di colore bruno, a pasta bianca, asciutta e granulosa.
Al palato risulta di sapore delicato con evidenti note che sottolineano l’affumicatura. Si ricava dal siero residuo della lavorazione del formaggio di malga, a volte arricchito con una modesta quantità di latte, fatto bollire e coagulare con aggiunta di solfato di magnesio o acido citrico, talvolta sostituiti dal siç (siero acidificato con acetosa e corteccia di faggio) conservato anche per anni in bariletti di legno (siçâr).
Utilizzata come condimento in molti dei piatti della cucina carnica.
Il burro | Spongja di mont
Il nome burro è riservato al prodotto ottenuto dalla panna di affioramento del latte della sera.
L’operazione meccanica tradizionale con la quale si ottiene il burro è la zangolatura che consiste nello sbattimento della panna per favorire la rottura della membrana esterna dei globuli di grasso e separare la fase acquosa (il latticello batude). La materia grassa in fase fluida ingloba tutte le altre componenti della crema e crea la particolare struttura del burro.